Calais Bastille - spettacolo in lingua sul tema dell'immigrazione

Au théâtre “Orfeo” de Taranto, les étudiants de la classe “5^F ESABAC” du lycée “Leonardo da Vinci “ de Martina Franca, accompagnés par leur professeur Mme Carucci se sont rendus pour assister – une fois encore – à la nouvelle “comédie musicale” de Frédéric Lochkar et de la troupe France Théâtre: “ Calais – Bastille”.
Al teatro “Orfeo” di Taranto, gli studenti della classe 5^F ESABAC dell’I.I.S.S” L da Vinci” di Martina Franca, accompagnati dalla prof.ssa A. Carucci, si sono recati per assistere – anche quest’anno scolastico – alla nuova “comédie musicale” di Frédéric Lachkar e della troupe France Théatre “Calais Bastille”.


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Une intrigue actuelle et accrocheur qui raconte la situation difficile des migrants, en particulier ceux qui peuplent la “Jungle de Calais”, un camp de réfugiés où milliers de personnes viennent des pays en guerre ou avec une pauvreté extrême. Ils attendent de pouvoir traverser la Manche pour obtenir une nouvelle vie.

Un phénomène d’actualité dont on connaît numéros et jugements des Chef d’Etat , mais souvent on ne connaît pas les voyages de l’espoir et les vies tourmentés des gens. La pièce accepte le défi ardue de raconter à un public d’adolescents leurs histoires, rêves, utopies, attentes et leurs espoirs. La protagoniste de cette pièce amusant et dynamique est la Révolution du 1789 , revisitée de façon moderne dont la mission est de réveiller un peuple endormi, mais toujours assoiffé de justice et liberté. Contre le passage inexorable du temps, environ trois siècle après celle révolution de passion et liberté, on s’enflamment encore une fois pour les idéaux des philosophes contre les démons de l’oppression et de latyrannie. Les acteurs sont allés en plein cœur et ils ont réussi à attirer l’attention joyeuse des élèves qui se sont retrouvés leçons appris dans les bancs de l’école, par exemple «  La Déclaration universelle des droits de l’homme et des citoyens » , le siècle des lumières et le poème « L’Albatroz » de C. Baudelaire. Le décors est surprenant – on a utilisé des matériaux très simples comme par exemple les lumières et la capacité des acteurs français qui, malgré leur jeunes âge, ont été capables de interpréter nouveau singles intégrés avec succès à la tradition musical française. ( a cura di Oronzo Blonda.)

Una trama attuale e accattivante che narra la difficile situazione in cui versano i migranti, in particolar modo quelli che affollano la cosiddetta “Jungle de Calais”; un campo profughi dove migliaia di persone, provenienti da Paesi in guerra o da condizioni di estrema povertà, aspettano di poter attraversare il Canale della Manica per costruirsi una nuova vita.

Un fenomeno attuale di cui conosciamo numeri e giudizi dei Capi di Stato, ma molto spesso non si è a conoscenza dei viaggi della speranza e dei tormentati trascorsi della gente. Lo spettacolo accetta l’ardua sfida di raccontare ad un pubblico adolescenziale le loro storie, fatte di sogni, utopie, attese e speranze, spesso vane. La protagonista di questa “pièce” divertente e dinamica è la Rivoluzione del 1789, rivisitata e adattata in chiave moderna a cui spetta il compito di risvegliare un popolo assopito, ma pur sempre assetato di giustizia e libertà. Contro l’inesorabile trascorrere del tempo, a circa tre secoli da quella rivoluzione di passione e libertà, si infiammano ancora una volta gli ideali tanto predicati dai philosophe contro i demoni dell’oppressione e della tirannia. Gli attori sono andati dritti al cuore e sono riusciti a catturare la gioiosa e partecipe attenzione degli studenti si sono ritrovati in molti conoscenze apprese tra i banchi di scuola, ad esempio “La Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino”, l’Illuminismo, la poesia “L’albatros” di C. Baudelaire.  Stupiscono le scenografie – realizzate con materiali semplici – le luci e anche l’abilità degli attori madrelingua, che nonostante la giovane età, hanno saputo reinterpretare singoli integrati con successi della tradizione musicale francese

Lo spettacolo ha rappresentato per noi un momento di riflessione e anche un nuovo modo per apprendere la lingua parlata, approcciarsi alla storia passata nella luce dell’attualità.

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